Emma Bonino al fianco di AFRON e dell’Ambasciata Ugandese in Italia per celebrare l’International Women’s Day

La Festa della Donna è una grande occasione di orgoglio e di rivendicazione per le donne del mondo e in questa occasione AFRON Oncologia per l’Africa Onlus, sostenuta dall’Ambasciata Ugandese in Italia, scende in prima linea per ribadire il diritto universale alla salute per le donne africane.
Mercoledì 8 marzo alle ore 19.00 l’Ambasciatrice Ugandese a Roma, S.E. Grace Akello e AFRON ospiteranno un evento che vedrà la partecipazione di numerosi ospiti illustri e di un’ospite d’onore d’eccezione: Emma Bonino, da anni fortemente impegnata per la tutela dei diritti umani, in particolare a favore delle donne.
L’Ambasciatrice Akello è da sempre sensibile al tema della donna e della lotta al cancro in Africa e ha scelto per questo di celebrare la Festa della Donna in Ambasciata con AFRON, per dare un riconoscimento all’impegno che l’Associazione porta avanti ininterrottamente da 7 anni. L’evento rappresenterà un’occasione di confronto sull’importanza di riconoscere pari dignità a tutte le donne del mondo e pari accesso alle cure oncologiche. Per far si che la lotta al cancro sia una lotta mondiale e non solo dei paesi più ricchi. Un’occasione per presentare, altresì, la Campagna NO MORE SILENCE, lanciata da AFRON per creare consapevolezza della malattia fra le donne ugandesi e rwandesi e per sensibilizzare il pubblico italiano su questa nuova emergenza.
“La donna è la colonna portante della società africana ed ha un carico di responsabilità altissimo: gestione della casa, crescita dei numerosi figli, lavoro nei campi. Una donna che muore di cancro rappresenta una perdita enorme per la famiglia ed un danno sociale ed economico per la società”, spiega Titti Andriani, Presidente AFRON.
In Uganda e Rwanda la sopravvivenza del cancro della cervice uterina è del 18%, questo vuol dire che su 10 donne malate solo 2 ne sopravvivono. Una differenza di dati abissale, se paragonata al tasso di sopravvivenza a 5 anni registrato nel 2016 in Italia: circa il 68% per cento dei casi (dati riportati nel censimento ufficiale sui numeri del cancro in Italia 2016 di Associazione italiana di Oncologia medica e Associazione italiana registro tumori). Una disparità evidente e ingiusta che condanna a morte quasi certa le donne africane.
Superstizione, povertà, ignoranza portano  diagnosticare il cancro quasi sempre quando ormai è troppo tardi. Le donne non conoscono la malattia, né sanno riconoscere i sintomi. Molte altre la reputano una maledizione o una punizione divina per una colpa commessa e quindi preferiscono lasciarsi morire piuttosto che parlarne.
“Dobbiamo rompere questo muro di silenzio”, prosegue Titti Andriani facendo presente quanto sia urgente intervenire con programmi di sensibilizzazione e prevenzione per fermare questo tasso di mortalità altissimo.